novità da "udine-friuli a 5 stelle"


È sabato nel villaggio

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Ed è anche 13 per gli amanti della numerologia e dei tarocchi. Non stupiscono più le notizie che legano il Tribunale alle grandi opere pubbliche e neppure che presunte scorrettezze procedurali terminino con l’archiviazione.
Quello che, nell’operato amministrativo in questa città, dovrebbe infastidire la pubblica opinione è –come sempre- la mancata trasparenza, che facilmente si risolve nell’imposizione di scelte ai confini della legalità, dove il pubblico vantaggio si fonde con gli interessi privati di parte: Amga, parcheggio in piazza I maggio e ora il nuovo Stadio Friuli.
Tutte opere, come il M5S ha già sottolineato, intrise di opacità procedurale. Turbativa d’asta e abuso d’ufficio –connubio fin troppo usato- sono i capi d’imputazione per cui il Pm ha già chiesto l’archiviazione, ovvero “quel mazzolin di rose e viole per adornarsi al dì di festa”, perché questa sarà anche la probabile sentenza.
L’aver affidato all’Udinese calcio la costruzione del nuovo stadio, a fronte della concessione spropositata di 99 anni di uso esclusivo del luogo e della struttura, è il nocciolo della questione finita a giudizio.
Questa scelta non del tutto conforme scaturisce dalla necessità di non innescare contenziosi fra l’appaltante e il maggior utilizzatore dell’opera, una squadra di serie A? Ma, già da oggi, patron Pozzo quanto sarà disponibile –e soprattutto a quanto- a concedere lo stadio per una manifestazione pubblica di rilevanza, che non sia calcistica?
In altri termini, quanto il Comune – o qualsiasi altra organizzazione- dovrà sborsare in futuro per far suonare a Udine i Pink Floyd o il Vasco nazionale? Se vorrà concederlo, perché per 99 anni è casa sua.

 

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