novità da "udine-friuli a 5 stelle"


treni in trincea

trenino

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Non si può che essere d’accordo con quel “È troppo facile che se la cantino e se la suonino fra di loro” detto da Sara Perdon a proposito dell’annosa questione dei passaggi a livello che tagliano due la città a ridosso delle case.

Questione non solo di attese in coda per gli automobilisti ma anche di continue vibrazioni per i residenti, che appunto ora appare totalmente nella mani di Matteo Mansi e del suo aver espresso il desiderio di visionare il nodo di Udine con i vertici del Pd regionale.

Anche i rappresentanti dei vari Comitati che – da anni – si sono dedicati instancabilmente a raccogliere le firme hanno ogni diritto di conoscere direttamente l’andamento della situazione.

Dato poi che, ancora parecchi mesi fa, proprio lo stesso Mansi aveva detto di voler richiedere una commissione dedicata all’argomento, spero che non ci saranno preclusioni a che questa sia pubblica, aperta anche alle opinioni dei Comitati spontanei che per primi hanno sollevato il problema ancora anni fa.

In quest’ultimo senso, anche per ricordare a Mansi (e ad altri) che le promesse non sono slogan elettorali, sto già raccogliendo le firme dei consiglieri delle opposizioni e presenterò a breve la richiesta di una commissione dedicata, aperta alla partecipazione dei rappresentanti dei Comitati, che magari porteranno in quella sede i dati in loro possesso.

Claudia Gallanda M5S

 

4 maggio 2015 – aggiornamento:

Non è da oggi che i cittadini protestano per i passaggi a livello che tagliano in due la città, fonte continua di code e di disagi oltre che di vibrazioni per le case contermini alla ferrovia, tanto che l‘argomento fu oggetto di proposte in consiglio comunale ancora alla fine del secolo scorso, proposte che spaziavano dalle linee interrate fino all’interramento della stazione.
La disgrazia di Viareggio nel 2009 diede poi ulteriore impulso alla richiesta di una soluzione per questo annoso problema, fino a quest’ultima girandola di comitati.

Il più corposo si costituì nel 2012 presso la Circoscrizione di via Cividale, totalmente apartitico e composto da cittadini di ogni orientamento politico.
Raccolse circa settemila firme, che vennero consegnate a Matteo Mansi (ex Rif. Comunista, ora Innovare), offertosi come portavoce.
Dopo poco tempo però questa offerta si rivelò un traino per la sua campagna elettorale 2013 mentre la problematica della linea ferroviaria scemava d’importanza.

Il comitato, a questo punto, si divise dall’anfitrione, il quale ne costituì tempo dopo uno suo, mantenendosi però la “paternità” delle firme raccolte, affermando che le avrebbe portate in Regione al raggiungimento delle diecimila.
Firme che, già tempo fa, in una Commissione Territorio Ambiente, Claudia Gallanda (M5S) gli chiese di esibire.

Ora, di fronte alle nuove promesse del transito almeno dei treni merci nella tratta interrata, Gallanda ha presentato oggi, con le firme di tutte le opposizioni, una richiesta di Commissione dedicata per conoscere lo stato delle opere attuate e previste relativamente alle ferrovie in città, chiedendo di invitare l’assessore Santoro, il referente di RFI, il referente tecnico del Comune nonché i referenti del “Comitato per la dismissione dei passaggi a livello”, di quello dei Pendolari, del “Comitato della società civile per lo spostamento della tratta Udine-est”, del “Comitato per l’autonomia e il rilancio del Friuli” e, naturalmente, il referente del “Cordicom”, Luciano Zorzenone.

 

 

One response to “ treni in trincea ”

  1. Russo Caio scrive:

    Gentile sig.ra Galanda navigando sul web alla ricerca di “chi è Matteo Mansi” mi sono imbattuto su questa sua nota. Per quanto mi riguarda in questi giorni ho sollevato la decadenza del sig. Mansi in qualità di RSU del Malignani organo in cui è stato eletto anche il sottoscritto per incopatibilità con la carica di consigliere di maggioranza. Oltre a prevederlo l’ARAN e l’accordo quadro sindacale vi è l’evidente conflitto di interesse derivato dal fatto che il Malignani ha delle collaborazioni a progetto con il Comune e riceve dei finanziamenti dallo stesso. Detto questo il sig. Mansi rifiuta di dimettersi da rappresentante sindacale pertanto presumo si debba allora dimettere da consigliere comunale.
    Mi scusi e buon lavoro.

    Caio Russo RSU Malignani

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