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Democrazia

Proemio Forum Parolando Democrazia

Questo argomento contiene 2 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da Claudia Claudia 5 anni, 10 mesi fa.

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  • #1112
    Claudia
    Claudia
    Amministratore del forum

    Democrazia

    Tralasciando il termine accademico, la Democrazia è quell’espressione che dal dopoguerra in poi si è infiltrata nella struttura del sistema socio politico nazionale sradicando il concetto di regime o regno. Questo nuovo concetto di gestione dello stato ha tramutato il totalitarismo monarchico e dittatoriale in una più ampia partecipazione di soggetti attivi.
    La sovranità si è trasformata in pluralismo di equilibri, di elementi di potere diversi, che moderandosi fra loro avrebbero garantito una evoluzione dell’assetto costituzionale.
    Oggi la Democrazia è l’elemento cardine della cultura politica nazionale e il Parlamento l’organo istituzionale che ne garantisce la pluralità dando ai cittadini il diritto di partecipazione e di voto sulla cosa pubblica.

    Questo breve inciso, imperniato su grandi linee concettuali, ma sufficienti, per promuovere una discussione sul tema ideologico della Democrazia, delle molteplici possibilità che offre, delle problematiche che si innescano trasportando questo concetto filosofico nella quotidianità.

    Spunti di dialogo sulla ideologia democratica anche tratti da “Imparare Democrazia di Gustavo Zagrebelsky” e “La politica senza i politici di Aki Orr”.

    • Questo argomento è stato modificato 5 anni, 11 mesi fa da Claudia Claudia.
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  • #1177
    Claudia
    Claudia
    Amministratore del forum

    Democrazia

    L’Italia è una Repubblica Democratica Parlamentare Rappresentativa dove il Parlamento esercita il potere legislativo sulla cosa pubblica e, seguendo le linee della Costituzione, il potere legislativo sull’organizzazione sociale dei suoi cittadini. Cittadini poi, che tramite gli aventi diritto al voto, eleggono i loro rappresentanti quali membri del Parlamento. Rappresentanti che, una volta eletti, sono liberi di operare al meglio delle loro convinzioni e soprattutto sono liberi dalla rappresentanza verso gli elettori che li hanno candidati.

    Questo sistema di governo è quello che attualmente vige in Italia ma, è solo uno fra i tanti modi per gestire un Paese, recentemente si è riaccesa la prospettiva, promossa dal “moVimento 5 Stelle”, di un governo democratico partecipativo dove il potere del “Parlamento” viene esercitato direttamente dai cittadini aventi diritto al voto.

    Democrazia Rappresentativa o Democrazia Partecipativa? Qual è la differenza? Qual è la scelta migliore per quest’Italia di oggi e di domani? Ma ancor più a monte, cioè prima ancora di entrare nei dettagli di “sistema rappresentato” o “sistema partecipato”, quali sono i concetti su cui si basa la Democrazia?

    La storia che conosciamo è un susseguirsi di Re, Regine, Imperatori, Dittatori, che più o meno aperti al bene comune, hanno governato i loro regni. Anche le storiche Repubbliche come le Signorie erano oligarchie di nobili e le religioni il principio per applicare il dominio sulla gente come sudditanza di un potere supremo. Millenni di storia imperiale prima di cambiare radicalmente sistema politico di governo. Ma la democrazia non è un ideologia moderna, già ai tempi dell’antica Grecia era argomento di forte interesse filosofico.
    La Democrazia in sintesi non è un potere assoluto, che sia di un singolo o di una massa, bensì una forma relativistica della gestione pubblica dove le diversità cercano risposte condivisibili sulle problematiche comuni, un raffronto fra l’idealismo e il quotidiano.

    Da “La politica senza i politici di Aki Orr”
    Quello che oggi la gente chiama “Democrazia” è un sistema dove tutte le politiche vengono decise dai rappresentanti dei cittadini – non da tutti i cittadini. Questo sistema è perciò un ‘Governo dei Rappresentanti’, non una democrazia. Chiamare ‘democrazia’ un siffatto sistema è falso e fuorviante. In Democrazia tutti i cittadini decidono tutte le politiche, nessuno decide al posto di altri. Fare politica significa decidere quello che l’intera società dovrebbe fare. Oggi questa decisione viene presa da pochi politici. Dovunque, oggi soltanto pochi rappresentanti dei cittadini – non i cittadini stessi – decidono tutte le politiche.

    Da “Imparare Democrazia di Gustavo Zagredelsky”
    La democrazia, come insieme, è relativistica e non sposa fini e valori assoluti. Solo così la società può esprimere liberamente e responsabilmente i propri. In questo sta non il difetto ma l’orgoglio dell’Occidente democratico. Chi se ne duole e ritiene che, invece di rappresentare valori diffusi e plurimi, la democrazia come tale debba avere la sua verità indiscutibile, all’occorrenza da imporre ai dissenzienti anche con la forza o con mezzi fraudolenti, contraddice la democrazia stessa. Non si può volere la democrazia e al contempo irretirla in dogmi. Impegniamoci, però, in ogni luogo della società, per scuotere l’apatia, promuovere ideali, programmi e, perché no, utopie collettive. Tutto ciò non è affatto un pericolo ma, al contrario, è la linfa, la condizione necessaria della vita democratica.La democrazia è fondata sugli individui, non sulla massa.

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  • #1316
    Claudia
    Claudia
    Amministratore del forum

    Democrazia

    Spunti tratti da “Imparare Democrazia di Gustavo Zagredelsky

    La democrazia è fondata sugli individui, non sulla massa. Per questo, una democrazia che vuole preservarsi dalla degenerazione demagogica deve curare nel massimo grado l’originalità di ciascuno dei suoi membri e combattere la passiva adesione alle mode.
    Dobbiamo vedere con preoccupazione il procedere delle nostre società verso l’omologazione, un fenomeno che riguarda molti livelli dell’esistenza, dai consumi opportunamente detti “di massa”, alla cultura anch’essa “di massa”, ai divertimenti “di massa”. Chi non si adegua, passa nel migliore dei casi per un “originale”; nel peggiore per uno “spostato”.

    L’originalità che non deve essere concepita come stramberia, amore estetizzante della stravaganza ma, etimologicamente, come seria capacità di dare inizio, origine a un progetto, a un rinnovamento che produce vita nuova e combatte la passiva e animalesca ripetitività.

    Da evitare, emarginare, bandire dal gruppo, tanto più in quanto, con la sua stessa esistenza, solleva dubbi e interrogativi sul pigro conformismo della maggioranza.

    La democrazia quindi, non può essere un regime pianificato, determinato, la democrazia per preservare la sua integrità, deve essere aperta al mutamento e proprio per garantire questa continua trasformazione deve porre il suo pilastro sull’originalità di ogni singolo individuo capace di comprendere questo stimolo evolutivo.
    Ma nella quotidianità come dovrebbero organizzarsi, originalità differenti, per condividere e concordare un comune obiettivo da perseguire? In che modo dovrebbero confrontarsi, decidere, portare avanti attività, ma soprattutto per quale tipo di società?

    • Questa risposta è stata modificata 5 anni, 10 mesi fa da Claudia Claudia.

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