novità da "udine-friuli a 5 stelle"


L’antidoto alla cura

distanze

Vietato cambiar casa, anche solo di pochi chilometri, se si vuol conservare il rapporto di fiducia ben più che decennale con il medico di famiglia! O vietato ammalarsi nell’attesa della “riunione dell’unità di valutazione”!
Succede a mia figlia e succede anche se il medico, il dottor Leonardo Bertolini di Fagagna, professionista più che qualificato e, soprattutto, ricco di umanità, è disposto a continuare a seguire la sua paziente, in deroga alla sua nuova residenza.
Mia figlia soffre di varie allergie fin da piccola, allergie che da allora l’hanno condotta all’asma bronchiale.
Vi risparmio il calvario che abbiamo sofferto fra inutili prescrizioni di cortisone (a una bambina!), insegnanti di educazione fisica che non capivano il problema e, non l’ultimo, il difficoltoso ottenimento del ricovero a Misurina in istituto specializzato, con il quale l’Asl dell’epoca negava ci fosse una convenzione.
Convenzione che invece esisteva, “riscoperta” poi grazie all’aiuto di chi c’era già passato, e infatti lassù mia figlia è stata subito meglio.
Tutto ciò fino al felice approdo dal dottor Bertolini, il quale appunto la segue ormai da parecchi anni.
Ora mia figlia ha un lavoro, è autonoma e indipendente e, come è giusto che sia, ha trovato casa per conto suo, a Udine. Ma, avendo orari di lavoro alquanto pressanti, si affida a me, che sono in pensione, per le formalità burocratiche, dati gli orari degli uffici pubblici.
E qui sta la mia brutta sorpresa: trasferendosi di una decina di chilometri non può restare presso il dottor Bertolini, la cancellazione dal distretto di San Daniele è automatica e immediata, anche con l’accettazione in deroga del medico!
O almeno questo mi è stato detto ieri, giovedì 25 giugno, a San Daniele, nonostante abbia spiegato quanto sia importante che continui a venir seguita dal medico che da anni la conosce e soprattutto conosce le sue tante allergie.
Allergie che, fra l’altro, non sono riportate in quella moderna tessera sanitaria “interconnessa”, che sarebbe un buon mezzo per la difesa della salute, c’è tanto altro, compreso comprare le sigarette ai distributori, ma le allergie no, queste no.
A San Daniele, invitandomi a recarmi alla Direzione sanitaria di Gemona per chiedere l’autorizzazione, mi hanno detto che dovevo andar lì “perché la legge è cambiata”.
A Gemona mi hanno detto di tornare a San Daniele a chiedere il modulo di deroga e di portarlo insieme all’accettazione del medico.
E fin qui, si può fare, si fa: che volete che sia, per noi “utenza”, qualche corsa su e giù e un po’ di sacrificio!
Mi hanno anche detto però che infine a decidere se concedere o meno questa deroga sarà “un’unità di valutazione”, la quale si dovrebbe riunire ogni sei mesi!
In più, a parte che non mi han saputo dire quando sia stata l’ultima riunione di questo “conclave”’(pare addirittura che, fino a oggi, mai si sia riunita!), mi hanno preavvertita che, quando si riunirà, “che dia parere favorevole non è certo”.
E se nell’attesa mia figlia ha bisogno del medico dalla cui lista è stata così velocemente cancellata? Dov’è quella “centralità del cittadino” così decantata dall’assessore Telesca per la sua riforma?

Nota: Il comprensorio della Direzione sanitaria di Gemona si estende da Codroipo a Coccau

Fausta Grattoni

 

One response to “ L’antidoto alla cura ”

  1. rogerina scrive:

    quindi, se per ipotesi invece che a Udine (10 km da Fagagna), la ragazza si trasferiva a Tarvisio (circa 100 km) o a Tolmezzo (circa 50 km),
    avrebbe conservato lo stesso medico senza problemi?

Lascia un Commento